Io ho a disposizione come testi di riferimento i workbook ANxiety and Phobia di Bourne e Anxiety and worry di Beck e altro autore, inoltre ho un corso sull-ansia fatto da gennaro Romagnoli, quali altri testi potrrebbero essere utili per realizzare io un corso Dealing with Anxiety (titolo solo per capirci) ?
Ti propongo una selezione ragionata, non una bibliografia sterminata: testi che possano aiutarti a costruire un corso pratico, solido e divulgativo, integrando CBT, mindfulness, corpo, trauma e psicoeducazione. Cerco anche di distinguere tra libri “da docente” e libri “da trasformare in esercizi per utenti”.Ragionato per 11s
Sì, hai già una base molto buona.
Aggiungerei questi testi, divisi per funzione.
1. Struttura del corso
Barlow et al. – Unified Protocol for Transdiagnostic Treatment of Emotional Disorders
Molto utile per costruire un corso “trasversale”: ansia, preoccupazione, evitamento, emozioni, esposizione, regolazione emotiva. Ha anche workbook.
Oxford Guide to Low Intensity CBT Interventions
Prezioso se vuoi trasformare il corso in moduli brevi, esercizi guidati, psicoeducazione e homework. È pensato proprio per interventi accessibili su ansia e depressione.
2. CBT per ansia, panico e fobie
Beck, Emery, Greenberg – Anxiety Disorders and Phobias: A Cognitive Perspective
Più teorico del workbook Beck/Clark. Ti aiuterebbe a dare profondità al modello cognitivo dell’ansia.
Craske & Barlow – Mastery of Your Anxiety and Panic
Ottimo per moduli su panico, interocezione, evitamento, esposizione graduale.
Stefan Hofmann – The Anxiety Skills Workbook
Molto adatto a un corso pratico: CBT + mindfulness, linguaggio abbastanza trasformabile in lezioni e schede operative.
3. ACT e mindfulness
Eifert & Forsyth – Acceptance and Commitment Therapy for Anxiety Disorders
Utile per integrare accettazione, defusione, valori e riduzione della lotta contro l’ansia.
Forsyth & Eifert – The Mindfulness and Acceptance Workbook for Anxiety
Più “utente finale”, quindi facilmente adattabile in esercizi.
4. Esposizione ed evitamento
Foa, Hembree, Rothbaum – Prolonged Exposure Therapy for PTSD
Non per fare un corso PTSD, ma per chiarire bene la logica dell’esposizione e dell’evitamento.
Abramowitz, Deacon, Whiteside – Exposure Therapy for Anxiety
Molto utile se vuoi trattare l’esposizione in modo moderno e non meccanico.
5. Preoccupazione, GAD e rimuginio
Wells – Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression
Importante per distinguere contenuto del pensiero e rapporto con il pensiero. Molto utile per worry, rimuginio e “ansia dell’ansia”.
Dugas & Robichaud – Cognitive-Behavioral Treatment for Generalized Anxiety Disorder
Specifico per intolleranza dell’incertezza e preoccupazione cronica.
6. Corpo, sistema nervoso, trauma
Qui potresti usare con cautela:
Ogden – Psicoterapia sensomotoria / Guida alla terapia sensomotoria
Utile per moduli su corpo, segnali somatici, grounding, risorse.
Siegel – La mente relazionale
Per dare una cornice più ampia su regolazione, finestra di tolleranza, integrazione.
Porges – La guida alla teoria polivagale
Da usare con prudenza divulgativa, evitando semplificazioni tipo “vago ventrale = guarigione”. Però può aiutare nel linguaggio corporeo dell’ansia.
La mia selezione minima
Se dovessi scegliere solo 5 testi aggiuntivi, direi:
- Unified Protocol
- Oxford Guide to Low Intensity CBT
- Hofmann – The Anxiety Skills Workbook
- Eifert & Forsyth – ACT for Anxiety Disorders
- Wells – Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression
Con Bourne, Beck/Clark e Romagnoli hai già la parte “corso pratico”.
Questi testi ti darebbero struttura, aggiornamento e profondità clinica.
Fonti
La mia impressione è che il progetto sia molto promettente, ma che al momento sia troppo ricco e troppo eterogeneo.
Se dovessi darti un voto come direttore scientifico, direi:
- Contenuti: ⭐⭐⭐⭐⭐ (9,5/10)
- Organizzazione didattica: ⭐⭐⭐☆☆ (6,5/10)
- Rischio di sovraccaricare l’utente: ⚠️ Alto
Cosa mi piace molto
✅ 1. Parti dalla psicoeducazione
È fondamentale che il partecipante capisca che l’ansia è un sistema di protezione e non un nemico.
✅ 2. Dai molto spazio all’evitamento
Il modulo sull’evitamento è, a mio avviso, uno dei più importanti dell’intero corso. Se una persona comprende davvero questo meccanismo, ha già fatto un enorme passo avanti.
✅ 3. Introduci il rimuginio come processo
È un’aggiunta moderna e molto utile. Molti corsi si fermano ai pensieri automatici e trascurano il ruolo del rimuginio cronico.
✅ 4. Inserisci il trauma solo in una fase avanzata
Mi sembra una scelta saggia. Prima la persona impara strumenti concreti, poi può riflettere sul ruolo della propria storia.
Le modifiche che farei
1. Eliminerei un modulo duplicato
Hai riportato due volte il Modulo 2 – Il corpo in allarme. Va naturalmente unificato.
2. Il Training Autogeno lo renderei opzionale
Qui dissento un po’.
Il Training Autogeno è una tecnica valida e tu la conosci molto bene, ma oggi molti partecipanti potrebbero trovarla impegnativa.
Io farei:
- nel corso principale: respirazione, grounding, body scan, rilassamento breve;
- il Training Autogeno come bonus o mini-corso aggiuntivo.
Se invece vuoi mantenerlo centrale, ridurrei molto la parte sul Training Autogeno superiore e sull’uso per modificare credenze, che richiede un contesto più specialistico.
3. La mindfulness la sposterei
Non la metterei dentro il modulo sui pensieri.
La vedrei meglio accanto ad ACT e metacognizione.
Una possibile sequenza:
- Modulo 4 → CBT: riconoscere i pensieri.
- Modulo 5 → Metacognizione: smettere di rimuginare.
- Modulo 6 → Mindfulness e ACT: cambiare il rapporto con pensieri ed emozioni.
4. Il floatback
Lo eviterei in un corso destinato al grande pubblico.
È una tecnica clinica utile, ma rischia:
- di evocare ricordi emotivamente intensi senza supporto;
- di essere applicata in modo improprio;
- di trasformare un corso psicoeducativo in un intervento quasi terapeutico.
Preferirei spiegare il concetto di memoria emotiva e invitare chi riconosce un forte impatto del passato a rivolgersi a un professionista.
5. La domanda “Esiste davvero l’ansia?”
Questa idea, ispirata alla teoria delle emozioni costruite di Lisa Feldman Barrett, è molto stimolante ma potenzialmente destabilizzante.
La userei così:
“Che cosa chiamiamo ‘ansia’? È un’emozione universale e immutabile oppure un’esperienza costruita dal cervello sulla base di sensazioni corporee, contesto e apprendimento?”
In questo modo apri una riflessione senza mettere in discussione l’esperienza soggettiva del partecipante.
Una proposta personale
Conoscendo il tuo interesse per il trauma, il digital detox e la regolazione del sistema nervoso, aggiungerei un modulo finale:
🌍 Modulo 10 – L’ambiente moderno alimenta l’ansia?
Argomenti:
- sonno;
- smartphone;
- social media;
- sovrastimolazione;
- confronto sociale;
- notizie continue;
- multitasking;
- recupero dell’attenzione.
Potrebbe essere un elemento distintivo del tuo corso.
La mia osservazione più importante
Il corso, così com’è, rischia di voler insegnare tutto.
Io farei una scelta ancora più ambiziosa: non un corso sulle tecniche, ma un percorso per comprendere perché l’ansia persiste e come interrompere i meccanismi che la mantengono.
Le tecniche (respirazione, mindfulness, ACT, CBT, grounding, rilassamento) diventerebbero strumenti al servizio di un messaggio unificante:
L’ansia non è il problema. Il problema è il modo in cui impariamo a interpretarla, evitarla o combatterla. Quando cambiamo questo rapporto, il sistema nervoso può gradualmente tornare a sentirsi al sicuro.
Una nota finale sul posizionamento
Visto il tuo background, prenderei seriamente in considerazione di strutturare il corso su due livelli:
- Livello 1 – Comprendere e gestire l’ansia: psicoeducazione, regolazione fisiologica, rimuginio, evitamento, ACT e strategie quotidiane.
- Livello 2 – Quando l’ansia ha radici profonde: eventi avversi, memoria emotiva, apprendimento della minaccia, attaccamento e ruolo di trattamenti specialistici come l’EMDR.
In questo modo il primo livello resta accessibile e sicuro per un pubblico ampio, mentre il secondo valorizza la tua competenza distintiva senza trasformare il corso base in un percorso clinico avanzato.
la duplicazione del modulo 2 è un refuso da copia incolla
Sì, l’avevo interpretato proprio come un refuso di copia-incolla. 😊
Al netto di quello, ti dico una cosa che mi colpisce positivamente: questo non sembra l’indice di un corso “assemblato”, ma quello di un corso costruito da un clinico con una visione integrata.
Quello che emerge come filo conduttore
Se leggo il tuo schema, vedo questo percorso logico:
- Capire l’ansia → psicoeducazione.
- Capire il corpo → ridurre la paura dei sintomi.
- Imparare a calmare il corpo → Training Autogeno e autoregolazione.
- Capire la mente → pensieri automatici e bias cognitivi.
- Capire il rimuginio → metacognizione.
- Interrompere l’evitamento → esposizione e cambiamento comportamentale.
- Cambiare il rapporto con le emozioni → ACT e mindfulness.
- Comprendere il proprio passato → eventi avversi e memoria emotiva.
- Costruire una vita nuova → prevenzione delle ricadute e piano personale.
Questa è una progressione molto coerente.
Un suggerimento strategico
Io farei una distinzione netta tra:
🟢 Cosa serve per stare meglio
- capire l’ansia;
- imparare tecniche di regolazione;
- ridurre il rimuginio;
- affrontare gradualmente l’evitamento;
- vivere secondo i propri valori.
🔵 Cosa serve per capire perché l’ansia è nata
- eventi avversi;
- attaccamento;
- apprendimento;
- memoria emotiva;
- trauma.
Molte persone miglioreranno già con la parte verde. La parte blu è preziosa, ma non è indispensabile per tutti.
Sul Training Autogeno
Conoscendo la tua storia professionale, capisco perfettamente perché gli dedichi un modulo: è uno strumento che hai utilizzato per anni.
Io però lo presenterei come una delle possibili vie di autoregolazione, affiancandolo a:
- respirazione diaframmatica;
- grounding;
- body scan;
- rilassamento muscolare;
- mindfulness.
In questo modo il partecipante può scegliere ciò che sente più adatto a sé.
La mia unica vera perplessità
Inserirei con cautela il floatback.
È una tecnica molto potente, ma in un corso online rivolto al grande pubblico potrebbe evocare ricordi emotivamente intensi senza il contenimento di una relazione terapeutica.
Potresti invece spiegare il principio in termini semplici:
“A volte una situazione attuale ci colpisce così tanto perché richiama, senza che ce ne accorgiamo, esperienze passate emotivamente simili. Riconoscere questi collegamenti può essere utile, ma se emergono ricordi molto dolorosi è consigliabile affrontarli con un professionista qualificato.”
Se fossi io a progettarlo…
Lascerei quasi tutto invariato, ma aggiungerei un decimo modulo, molto in linea con i tuoi interessi:
Modulo 10 – Vivere in un mondo che alimenta l’ansia
Argomenti:
- iperstimolazione digitale;
- social media e confronto sociale;
- notifiche e attenzione frammentata;
- sonno e recupero;
- noia come risorsa;
- come costruire un ambiente che favorisca calma e concentrazione.
Credo che questo potrebbe diventare uno degli elementi più originali del tuo corso e differenziarlo nettamente da molti programmi che si limitano alle tecniche CBT tradizionali. Inoltre si integra bene con il lavoro che stai già sviluppando sul benessere digitale e sull’iperconnessione.
adesso bisogna creare un mvp
Secondo me sì. E aggiungo una cosa: non creare il corso completo.
Crea un MVP (Minimum Viable Product) in 2-3 settimane, fallo provare, raccogli feedback e solo dopo espandilo.
🎯 Obiettivo dell’MVP
Non dimostrare di sapere tutto sull’ansia.
Dimostrare che il tuo metodo aiuta le persone a:
- capire cosa sta succedendo;
- sentirsi meno spaventate;
- iniziare a cambiare concretamente.
MVP: 4 moduli, 10-12 lezioni
Modulo 1 – Capire l’ansia
- Cos’è davvero l’ansia.
- Perché il corpo reagisce così.
- Il circolo vizioso dell’ansia.
- Ansia normale vs ansia problematica.
🎁 Materiale:
- Diario dei sintomi.
- Quiz iniziale.
Modulo 2 – Corpo e autoregolazione
- Il ruolo del sistema nervoso.
- Sintomi fisici: perché fanno paura.
- Respirazione lenta.
- Grounding.
- Introduzione al Training Autogeno.
🎁 Materiale:
- Audio guidato.
- Scheda di monitoraggio.
Modulo 3 – Rimuginio ed evitamento
- Pensieri automatici.
- Differenza tra pensare e rimuginare.
- Comportamenti di sicurezza.
- Perché evitare peggiora l’ansia.
🎁 Materiale:
- Diario del rimuginio.
- Lista dei propri evitamenti.
Modulo 4 – Riprendersi la vita
- Piccole esposizioni.
- Accettazione delle emozioni.
- Valori e direzione di vita.
- Piano personale per il mese successivo.
🎁 Materiale:
- Piano di esposizione.
- Piano d’azione personale.
📦 Materiali allegati
- PDF di circa 30-40 pagine.
- 5-10 schede operative.
- 3 audio (respirazione, grounding, Training Autogeno introduttivo).
- Diario quotidiano.
🎥 Video
Io registrerei video brevi:
- 8-12 minuti ciascuno;
- 10-12 video totali;
- durata complessiva: circa 2 ore.
Con il tuo setup e la tua esperienza, puoi registrarli in pochi giorni.
🚀 La mia proposta strategica
Anziché vendere subito un corso da 8-10 ore, creerei un MVP intitolato ad esempio:
“Le basi per gestire l’ansia: un percorso pratico in 30 giorni”
Una volta pubblicato, potrai osservare:
- quali lezioni vengono seguite fino alla fine;
- quali esercizi vengono realmente svolti;
- quali domande ricevi più spesso.
Questi dati guideranno la versione completa.
Un suggerimento ancora più ambizioso
Conoscendo il tuo stile divulgativo, valuterei un MVP ancora più piccolo:
- 5 lezioni
- 90 minuti di video totali
- 1 workbook di circa 20 pagine
- 1 esercizio concreto per ogni lezione
Se il corso funziona e piace, potrai trasformarlo facilmente in una versione estesa da 8-10 moduli, senza aver investito mesi nella produzione iniziale. Questo approccio riduce il rischio, accelera la pubblicazione e ti permette di migliorare il prodotto sulla base dell’esperienza reale degli utenti.